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La Spagnola e il Covid19

  • Immagine del redattore: Marcello Ciccarese
    Marcello Ciccarese
  • 28 apr 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Sono una persona fortunata ho un nonno nato nel 24 e una nonna del 31 che mi possono raccontare, naturalmente per sentito dire da persone che l'hanno vissuta, come è stata la spagnola del 18. Mio nonno mi ha raccontato che durante la spagnola dalle persone che perdevano conoscenza andava il carabiniere e l'ufficiale sanitario e anche se ancora vive, gli mettevano la calce in bocca per farle morire e ridurre il contagio. Il fatto che mi ha raccontato mio nonno è accaduto ad Erchie a Peppo Rosario Pappatore. Questa persona era conosciuta in paese in quanto, si diceva, che non ci pensava due volte a compiere un azione. Quando arrivarono l' ufficiale sanitario e il carabiniere per sanificare la casa, ammazzando cioè la moglie, Peppo Rosario Pappatore prese il paletto che serviva per non far cadere la paglia dal traino, si mise sull'uscio della porta e li invitò gentilmente ad entrare. L' ufficiale sanitario e il carabiniere, conoscendolo, declinarono il suo gentile invito e se ne andarono.

"La moglie, la signora Costanza che sarebbe dovuta morire", mi racconta mio nonno, "grazie a lui morì vecchiarda..." Ma non poche furono le critiche della gente del paese di Erchie all'epoca, che dicevano che a causa sua tanti furono messi in pericolo e che quel gesto, salvare una persona infetta e inconscente, era stato un azzardo per tutta a comunità. La gente, comunque, lo "giustificava" dicendo che non ci stava bene con la testa, perché se fosse stato normale e intelligente avrebbe fatto sanificare la casa e quindi ammazzare la moglie come una persona sana e obbediente (come quelle dei nostri giorni). Mia nonna conferma il fatto che si metteva la calce in bocca alla gente ancora viva e mi racconta che la mia bisnonna a Torre S.S. era obbligata in casa, mentre i contagiati stavano nel Lazzaretto. Tutto questo accaduto nel 18 non è molto dissimile da ciò che accade oggi. Certo! Tanti diranno che oggi sarebbe impensabile ammazzare qualcuno, perché noi siamo più evoluti più intelligenti ma anche nel 1918 la gente diceva che era più evoluta e più intelligente di quelli dell'800, del 700 e che quei metodi erano all'avanguardia per bloccare i contagi affinché non si ripetesse la tragedia della peste.... Passano i secoli ma le persone intelligenti che ammazzano i propri fratelli, li accusano di non sottomettersi a dettami immotivati e illogici ritenendoli ignoranti non passano mai di moda.... Dopo questo breve racconto, posso affermare che le persone intelligenti mi hanno davvero stancato...

Sentir dire da tantissima gente che un virus che si trasmette da persona a persona può essere propagato solo perché una si trova in mezzo alla strada da sola, facendo il miracolo di far diventare un virus a trasmissione interpersonale a uno a trasmissione ambientale, mi ha stancato. Questo perché quei grandissimi ignoranti che affermano ciò si prendono il diritto di ritenersi intelligenti e di dire ignorante, incosciente, alla vecchietta che si sta pulendo da sola la porta davanti casa e oggi, dopo 2 mesi dall'inizio della quarantena, ancora credono che obbedire ciecamente sia cosa giusta. Molto probabilmente queste stesse persone penseranno che Peppo Rosario Pappatore non ubbidendo e non facendo ammazzare la moglie, sbagliò!





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